Organico / umido: guida completa alla raccolta differenziata

L'Italia raccoglie più organico di qualsiasi altro paese europeo in termini assoluti: oltre 7 milioni di tonnellate nel 2022, secondo ISPRA. Eppure una singola busta di plastica tradizionale finita nel bidone verde può rendere inutilizzabile l'intera vasca del compostatore industriale a cui è destinata. L'organico non è un rifiuto da smaltire — è una materia prima che alimenta i campi agricoli italiani sotto forma di ammendante compostato. Capire cosa succede dopo il ritiro cambia radicalmente il modo in cui si decide cosa metterci dentro.

Dal bidone al campo: il ciclo reale

Il camion raccoglie il materiale e lo porta a un impianto di trattamento biologico. Qui inizia la biostabilizzazione: il rifiuto viene triturato, miscelato con strutturante legnoso e posto in grandi tunnel o andane ventilate. In 3-4 settimane, i microrganismi aerobici degradano le molecole organiche producendo calore (fino a 70°C), che igienizza la massa. Segue una fase di maturazione di 4-8 settimane. Il prodotto finito — l'ammendante compostato misto — deve rispettare i limiti del D.Lgs. 75/2010 per essere venduto come fertilizzante. Se le analisi rivelano metalli pesanti o contaminanti plastici oltre soglia, il lotto viene declassato o smaltito. Il destino del tuo rifiuto organico dipende quasi interamente dalla qualità di ciò che ci metti dentro.

Fonte: CIC — Consorzio Italiano Compostatori, Rapporto sul Compostaggio e la Digestione Anaerobica 2023; D.Lgs. 75/2010 (fertilizzanti)

In numeri

Le regole che fanno la differenza

Usa solo sacchetti certificati OK Compost HOME o OK Compost INDUSTRIAL

I sacchetti compostabili certificati si degradano completamente nell'impianto entro i tempi del processo. Un sacchetto di bioplastica senza certificazione — o peggio, di plastica tradizionale — non si degrada, contamina la massa e può far scartare il lotto di compost in fase di analisi chimica.

CIC, Linee guida per la raccolta dell'organico; standard EN 13432 (certificazione compostabilità industriale)

Includi anche gli alimenti confezionati scaduti, ma solo dopo aver rimosso l'imballaggio

Il contenuto organico è recuperabile, ma ogni materiale di imballaggio — plastica, alluminio, carta plastificata — va nella propria filiera. Buttare il vasetto di yogurt scaduto intero introduce plastiche nell'impianto che i vagli meccanici non rimuovono sempre completamente.

ISPRA, Rapporto Rifiuti Urbani 2023

Non scolare i liquidi in eccesso prima di conferire

Un eccesso di umidità non è il problema: gli impianti gestiscono l'umidità con il dosaggio di strutturante. Il problema reale è il contrario — asciugare troppo il materiale con carta di giornale o assorbenti non compostabili introduce inchiostri e fibre non idonee.

CIC, Rapporto sul Compostaggio e la Digestione Anaerobica 2023

I gusci d'uovo, le ossa e i gusci di crostacei vanno nell'organico

Si degradano biologicamente, anche se più lentamente. Gli impianti industriali lavorano a temperature e tempi che gestiscono anche questi materiali. Escluderli per dubbio significa perdere biomassa recuperabile.

CIC, schede tecniche materiali compostabili

Gli errori più comuni

Usare sacchetti di plastica tradizionale perché 'tanto contengono l'organico senza sporcare'

È il comportamento più razionale apparentemente: il sacchetto tiene il bidone pulito. Ma nell'impianto, i sacchetti plastici vengono lacerati meccanicamente senza essere rimossi completamente. I frammenti si mescolano al compost, superano i vagli e finiscono nel prodotto finale come microplastiche. Diversi lotti vengono declassati o scartati ogni anno per questo motivo.

CIC, Rapporto sul Compostaggio e la Digestione Anaerobica 2023

Conferire cibo ancora confezionato (es. yogurt scaduto con vasetto, scatolette)

Il ragionamento è: 'è cibo, va nell'organico'. Ma l'impianto non è progettato per separare imballaggi dal contenuto. Il vetro del vasetto, la plastica dello yogurt o il metallo della scatoletta diventano contaminanti diretti della massa in lavorazione.

ISPRA, Rapporto Rifiuti Urbani 2023

Mettere carta oleata o carta plastificata come fodera del sacchetto

L'utente la scambia per carta compostabile perché è carta. Ma la plastificazione o la cerata impedisce la degradazione biologica nei tempi del processo industriale. Resta come contaminante nel compost finito.

CIC, Linee guida per la raccolta dell'organico; standard EN 13432

Non conferire perché 'fa odore' o 'aspetto il giorno giusto anche se è pieno'

Trattenere l'organico oltre 2-3 giorni in estate accelera la fermentazione anaerobica, produce odori più intensi e liquidi che attraggono insetti. Il problema si risolve svuotando frequentemente, non trattenendo. Alcuni comuni prevedono ritiri più frequenti in estate proprio per questo.

CIC, Rapporto sul Compostaggio e la Digestione Anaerobica 2023

I casi dubbi

Caso Regola Nota
Agrumi e cibi molto acidi Vanno nell'organico senza limitazioni La credenza che gli agrumi danneggino il compostaggio deriva dal compostaggio domestico in piccolo, dove l'acidità può squilibrare il pH della compostiera. Gli impianti industriali lavorano su volumi e miscele che neutralizzano qualsiasi acidità puntuale.
Pane, pasta e riso avanzati (anche conditi) Vanno nell'organico Non esiste distinzione tra cibo cotto e crudo ai fini del processo. I residui conditi con olio o sugo sono organico a tutti gli effetti. L'unica eccezione è se sono ancora nell'imballaggio: in quel caso va rimosso prima.
Carta da cucina e tovaglioli di carta usati per asciugare alimenti Vanno nell'organico se non plastificati e non sporchi di prodotti chimici (detersivi, vernici) La cellulosa si degrada biologicamente. Un tovagliolo usato per asciugare verdure o sgocciolare pasta è compostabile. Uno usato per pulire il piano cottura con detergente non lo è: i tensioattivi interferiscono con i microrganismi dell'impianto.
Bastoncini di legno per gelato o stuzzicadenti Vanno nell'organico solo se in legno non trattato e non verniciato Il legno non trattato è biodegradabile. Il problema è la dimensione: pezzi rigidi piccoli possono non degradarsi completamente nei tempi del processo e finire nel compost come inerti. Verificare le indicazioni del proprio comune, alcuni li indirizzano al secco non riciclabile.
Alberi di Natale naturali Vanno nell'organico o nel verde, mai nel secco Il legno verde è compostabile ma va triturato prima dell'impianto. Molti comuni attivano servizi dedicati di raccolta nei giorni post-festivi. In assenza, il tronco va tagliato a pezzi e conferito nel verde o in un centro di raccolta, non abbandonato sul marciapiede.
Salviette umidificate 'biodegradabili' Non vanno nell'organico Anche le salviette certificate biodegradabili richiedono condizioni specifiche di temperatura e umidità per degradarsi. Nella raccolta organica domestica o negli impianti standard non raggiungono la degradazione completa nei tempi di processo. Vanno nel secco non riciclabile.

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